La straordinaria affluenza alle urne e la valanga di SI al referendum sono il segno che nel nostro Paese il vento è davvero cambiato. Dopo 16 anni è stato nuovamente raggiunto il quorum a un referendum, nonostante il totale oscurantismo mediatico e i tentativi di boicottaggio del Governo.

Il dato politico più importante che questa consultazione ci consegna è sicuramente la voglia di democrazia partecipata, che squarcia quella patina grigia di immobilità e rassegnazione civile che caratterizza la fine del ventennio berlusconiano. Gli italiani hanno detto chiaramente che sulle questioni nodali per il futuro del Paese vogliono decidere loro e che hanno le idee ben chiare: i Beni Comuni, tra cui l’acqua, non possono essere soggetti alle leggi del mercato; il futuro dell’energia deve puntare alle rinnovabili e non al nucleare; infine, che semplicemente la legge è uguale per tutti.

Un voto consapevole che è riuscito a imporre ai circuiti mediatici ufficiali la voglia di cambiamento che da tempo circola, ignorata, nel Paese. Le manifestazioni degli studenti dello scorso autunno, gli scioperi dei lavoratori e dei precari, la dignità in piazza delle donne, sono, assieme alla vittoria dei SI, un’unica voce che invoca il cambiamento verso un nuovo modello sociale e di sviluppo.

Sinistra Ecologia Libertà ha sostenuto fin dall’inizio questi referendum, convinti nel merito della loro valore, impegnandosi al massimo delle sue forze per la battaglia del quorum. Ma, è chiaro, questa non è una vittoria dei partiti. Hanno vinto in primo luogo la Politica, quella vera, e la partecipazione democratica, date ormai per scomparse da un establishment terribilmente distante dal Paese reale. E hanno vinto le migliaia di persone che hanno animato i comitati referendari, il popolo del web, un’esplosione di protagonismo civile che ha saputo imporre nell’agenda dei partiti e della politica nuove parole d’ordine: beni comuni, energie alternative, democrazia diretta.

I due quesiti sull’acqua bene comune, in particolare, sono il concretizzarsi di una battaglia che viene da lontano: passa per le rivolte contro la privatizzazione dell’acqua a Cochabamba in Bolivia nel 2000, per i movimenti di Genova2001, per i comitati che si sono formati in Italia e che hanno permesso,a partire dalla raccolta di un milione e mezzo di firme, di arrivare al questo grande risultato.

Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che con il loro lavoro hanno permesso, anche in provincia di Imperia, di raggiungere ampiamente il quorum, al comitato contro il nucleare a quello per l’acqua pubblica (CIMAP), per il loro contagiante entusiasmo e il loro importante esempio di cittadinanza attiva.

Mauro Servalli (coordinatore circolo Sinistra Ecologia Libertà Imperia)

Dopo la vittoria dell’Italia migliore alle recenti elezioni amministrative, i movimenti sociali, i partiti democratici, Sinistra Ecologia e Libertà sono tutti impegnati nella campagna referendaria per dire:

Sì all’acqua bene pubblico

Sì ad un’Italia senza la follia nucleare

Sì alla legge uguale per tutti

Ricordatevi tutti che il 12 e il 13 giugno si vota per i referendum, portate con voi parenti ed amici! Per maggiori informazioni:

Battiquorum

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