La situazione di emergenza legata alle misure straordinarie necessarie per difendere gli interessi comunali nei confronti della megatruffa del porto turistico è finita…

COMUNICATO STAMPA.

Il circolo imperiese di Sinistra Ecologia Libertà e il gruppo consiliare la Sinistra per Imperia, anche a seguito del comunicato odierno del Partito Democratico che considera “conclusa l’esperienza dell’amministrazione Strescino”, si stanno facendo in queste ore promotori di un incontro tra i partiti e i gruppi consiliari del centro-sinistra da tenersi prima del Consiglio Comunale del 12 aprile. Tale incontro (tra SEL, PD, Rifondazione Comunista e Liste Civica “Con Imperia”) servirà per individuare una strategia comune in vista del Consiglio Comunale e per valutare, una volta approvata la delibera per la messa in sicurezza del Comune, come procedere per fare terminare definitivamente l’esperienza dell’Amministrazione Strescino.

Coordinamento circolo SEL Imperia
Gruppo consiliare La Sinistra per Imperia

Dichiarano Carla Nattero e Dario Dal Mut, consiglieri comunali di SEL:

L’azzeramento della giunta rende ufficiale la crisi ma non porta chiarezza.

Ricordiamo che nelle interviste di una diecina di giorni fa Strescino ha motivato la sua scelta di continuare grazie all’appoggio ricevuto dalla sua giunta.

Che cosa è successo che gli ha fatto modificare radicalmente la posizione e adesso gli fa sostenere che la prima condizione per continuare sia l’azzeramento della giunta stessa?

Strescino non spiega nulla nel suo comunicato stringatissimo e perciò ratifica l’esistenza di una crisi con modalità del tutto anomale perché non ci mette neppure in grado di valutare se il sindaco con l’azzeramento ha operato un taglio principalmente con le persone degli assessori oppure soprattutto con PDL, Lega e i potentati di loro riferimento.

Ciò dimostra che non siamo semplicemente di fronte a un gran groviglio ma a qualcosa di più: a una crisi talmente implosa che non è nemmeno definibile nei suoi contorni perché per farlo sindaco e assessori, nonché partiti dell’ex-maggioranza, dovrebbero chiarire fino in fondo pubblicamente tutti i risvolti politici della vicenda porto turistico ed è esattamente questo che non si sentono di fare.

E’ proprio questa opacità di fondo che ci fa ritenere che non ci siano più i margini per una prosecuzione della legislatura e che siano inevitabili le dimissioni di Strescino.

Al Consiglio del 12 aprile porteremo, in accordo ci auguriamo con le altre forze dell’opposizione, le nostre proposte concrete per tutelare gli interessi pubblici e per dare una prospettiva alla nostra città piegata. Ma dovrà essere l’ultimo Consiglio Comunale. Dal giorno dopo il Consiglio dovrà essere sciolto, si dovrà voltare decisamente pagina e dare la parola ai cittadini.

Di seguito riporto le ultime dichiarazioni di Carla Nattero relative alla bufera sul porto di Imperia che sta scuotendo l’amministrazione di centro-destra a guida Paolo Strescino.

La prima riguarda un atto dovuto, l’ingegnere Pierre Marie Lunghi, dirigente del Settore Porti del Comune di Imperia, che ha firmato il diniego per la proroga della concessione alla Porto Imperia spa.

La seconda riguarda la pubblicazione degli atti della magistratura che hanno portato all’arresto di Caltagirone e Conti per i fatti relativi alle vicende del porto di Imperia.

Sul diniego:

Ragionando nell’ambito che ci compete -che è quello di carattere politico-amministrativo- riteniamo che l’ atto del dirigente di diniego della proroga sia stato inevitabile di fronte ai plurimi inadempimenti della Porto Imperia spa.

Si apre adesso per il Comune una fase certamente non facile e impegnativa, il cui unico criterio di scelta e di orientamento deve essere quello di difendere al meglio l’interesse e il bene pubblico.

Quello che è successo negli ultimi anni ha messo in evidenza, oltre a gravissimi reati su cui sono in corso le indagini, il fallimento totale dell’impostazione politica e progettuale del porto turistico di Imperia.

E’ questa la responsabilità generale che deve affrontare la maggioranza di destra, al governo ininterrotto della città da tredici anni. La difficile disamina delle prospettive non può essere separata da un’analisi veritiera e senza alibi sulle scelte fallimentari del passato anche recente. Ed è per questo che, insieme all’opposizione, nella riunione informativa dei capigruppo tenuta dal sindaco ieri, abbiamo nuovamente chiesto la convocazione di un Consiglio monotematico sul tema della portualità..

Nella sede consigliare, se l’azione politica e amministrativa vuole riacquistare un senso, ognuno proporrà le proprie riflessioni e si assumerà le proprie responsabilità.

Per quel che ci riguarda riteniamo dannoso dal punto di vista politico e inutile dal punto di vista amministrativo qualsiasi governo di salute pubblica perché riteniamo che con la deflagrazione della “questione porto” si sia clamorosamente esaurita l’esperienza dell’Amministrazione Strescino.

Siamo però disposti, per il bene della città e in un arco di tempo ristretto, a vagliare in consiglio gli atti che il Comune deve assumere per auto tutelarsi e “mettere un punto” alla delicata situazione.

Fatto rapidamente l’indispensabile è evidente che Sindaco e amministrazione devono immediatamente dimettersi per dare democraticamente voce al pronunciamento dei cittadini.

Sugli atti della magistratura pubblicati dalla stampa Carla Nattero dichiara:

Ho letto stamattina il prosieguo della pubblicazione di una parte degli atti della magistratura. Non si può che riconfermare il primo giudizio: tutto è come ci si aspettava, ma è anche peggio.

Colpisce la totale mancanza di distinzioni di ruoli, la completa identificazione tra pubblico e privato, colpisce fino a che punto il comune sia in balia dei voleri di Caltagirone, privo di strumenti per fare valere gli interessi pubblici.

A riprova dell’atteggiamento prono nei confronti del tycoon romano, in quel consiglio comunale in cui si è discussa la delibera oggetto delle intercettazioni, sono stati numerosi i consiglieri comunali di maggioranza che hanno ripreso le parole di Caltagirone e hanno detto in sostanza all’opposizione: siete “mascalzoni che non amate la città.”

Mi ha colpito particolarmente che Caltagirone abbia proposto a Strescino di aiutarlo a fare il suo discorso con “un intervento politico” scritto da Mauceri, lo stesso avvocato che difenderà gli interessi della PortoImperia contro il Comune pochi mesi dopo, quando verrà discussa al Tar la decadenza della concessione firmata da Lunghi.

Anche da questi intrecci si può giudicare con quale libertà e con quale forza di convinzione il comune abbia effettivamente difeso l’atto del suo dirigente.

Tutto questo ci dice che in questi anni non c’è stata di fatto una svolta nella gestione del porto turistico, come dimostra anche la famosa delibera di settembre 2010 che di fatto è rimasta lettera morta, ma la ricerca dell’accordo a tutti i costi con Caltagirone.

Solo da pochissimo tempo l’evidenza delle realtà e le indagini della magistratura hanno introdotto un atteggiamento più prudente e legalitario.

Gli ultimi atti non possono però cancellare il dato di fondo, cioè che il nuovo porto turistico si sta rivelando,non soltanto nelle parole dell’opposizione ma nei fatti, una megasvendita a favore dei privati delle possibilità di futuro della nostra città. Né possono cancellare l’accondiscendenza dell’amministrazione Strescino in relazione ad alcuni passaggi fondamentali della vicenda portuale che si sono svolti dal 2009 a oggi.

Se le cose stanno così, Strescino non può pensare di fare un’operazione gattopardesca e, dopo essere stato parte in causa, proporsi come traghettatore del futuro. Oggi infatti ha chiarito le sue intenzioni, sostenendo che vuole continuare a governare,perché ha l’appoggio della giunta, tendenzialmente fino alle politiche del 2013, data alla quale pensa di abbinare le elezioni comunali anticipate.

A mio giudizio è questa una soluzione inaccettabile proprio perché non prevede nessuna rottura di continuità tra il prima e il dopo. La rottura ci deve essere per sottolineare l’enormità dello scandalo vissuto dalla città e la necessità di voltare pagina. Per cui vorrei precisare: il sindaco,come prevede la legge, la fiducia la deve cercare in consiglio e non certo in giunta, formata da persone da lui scelte e quindi suo supporto esecutivo e non politico. Secondo, per quanto sta a noi non c’è nessuna possibilità che Strescino arrivi al 2013, riconfermiamo che deve rimanere in sella soltanto i pochi mesi necessari per portare in Consiglio gli atti di autotutela del Comune. Non parlo certo a nome di tutta la minoranza ma da parte nostra non c’è nessuna incertezza su questo punto, lo vogliamo affermare con nettezza.

Il sindaco di Imperia, Paolo Strescino, si è reso conto della catastrofica situazione del Porto di Imperia (meglio tardi che mai). Ieri mattina ha deciso di rivolgersi agli imperiesi tutti con una lettera inviata alla stampa. Trovate il testo completo della lettera sulla stampa locale:

Bufera sul porto di Imperia: il Sindaco Strescino scrive una lettera sulla situazione.

La lettera sta facendo molto discutere, soprattutto per la discontinuità di atteggiamento del Sindaco. Strescino ha abbandonato il tono delle “liste di proscrizione” quando (ottobre 2010), durante una manifestazione del suo partito, leggeva i dal palco i nomi dei consiglieri comunali rei (?) di aver criticato e votato contro le scelte dell’amministrazione riguardanti il porto, eccitando un gruppo di suoi sostenitori che gridavano “A mare, a mare!”.

Il tono di oggi è più dialogante, più aperto a condividere con tutti gli imperiesi le analisi sulla situazione del Porto di Imperia e le scelte per il futuro. Questo attegiamento nuovo è da apprezzare, forse è il primo vero atto politico del Sindaco dal momento della sua elezione. Tuttavia sembra anche essere la ricerca di una scorciatoia buona per mondare la propria persona da scelte politiche che si stanno rivelando per quel che erano.

Mi piace segnalare il post di oggi del buon Angelo Amoretti su ImperiaParla oltre che a riportare di seguito il comunicato stampa della nostra compagna Carla Nattero, consigliere comunale della Sinistra per Imperia e di SEL:

E’ chiaro che Strescino si prepara a prendere decisioni pesanti e che, nonostante le dichiarazioni di facciata, pensa di non avere il completo appoggio della sua maggioranza.

Nasce da qui, cioè dalla gravità assoluta della situazione, sia per quello che sta emergendo dalle indagini della magistratura sia per lo stato più che preoccupante dei lavori del porto, il suo appello a tutto il Consiglio.

La prima cosa da rispondere è: convochi al più presto il Consiglio e il confronto tra le forze politiche avvenga alla luce del sole.

Alcune riflessioni immediate vorrei però anticiparle al Sindaco, all’attuale maggioranza e anche alle diverse forze che compongono la minoranza .

Non credo che la proposta di un “governissimo”, evocata dal sindaco tra le righe, possa rispondere ai problemi della città. Rendersi conto solo ora – come scrive il sindaco – della drammaticità della situazione, dopo sette anni di denunce dell’opposizione e dopo due anni dall’avvio della prima indagine sul porto, è il segno di una chiusura non solo sua personale ma del complesso della struttura comunale. Troppe diffuse sono state in questa vicenda le responsabilità e i silenzi, anche in tempi recenti. Serve davvero voltare pagina, serve una rottura di continuità. Perciò ritengo che la strada maestra per il sindaco sia quella delle dimissioni. Certo sarebbe una “crisi politica senza alternativa” in quanto porterebbe allo scioglimento del Consiglio. Ma vorrei osservare francamente che in una situazione gravissima come quella di Imperia il governo per un anno del commissario prefettizio, fino alle elezioni anticipate del 2013, non lo riterrei una sciagura ma un passaggio potenzialmente fecondo per riavviare su nuove basi l’attività amministrativa.

Capisco che il sindaco senta forte la sua responsabilità e non voglia che le sue dimissioni possano essere lette come una fuga. Penso allora, nel caso da noi auspicato che si arrivi al diniego della proroga, che ci possano essere le condizioni per discutere con un confronto chiaro e propositivo in Consiglio sulle scelte da fare sul futuro del porto turistico. Anche se non è detto che le ricette siano tutte uguali, perché noi in questi anni non abbiamo fatto soltanto una battaglia di legalità ma anche di merito: ne abbiamo sempre criticato il gigantismo, la residenzialità e abbiamo ricercato una maggiore differenziazione di funzioni all’interno del porto stesso. Dopo aver fatto rapidamente le scelte politiche e amministrative necessarie per il porto, messo un punto alla vicenda, il sindaco però deve dare le dimissioni, deve permettere ai cittadini di pronunciarsi nel 2013 e indicare la prospettiva per il futuro.

I fatti degli ultimi giorni sul porto e Caltagirone hanno segnato in maniera molto netta la vita politica della città. Siamo in un momento molto delicato, in cui si deciderà molto del futuro di Imperia. Per questo, venerdì 9 alle ore 21 presso la sede Ars in salita Riccardi si svolgerà l’assemblea del circolo SEL di Imperia con il seguente o.d.g.

- situazione politica comune imperia
- sviluppi mozione acqua pubblica
- varie ed eventuali

Mauro Servalli

Comunicato Stampa di Carla Nattero e Dario Dal Mut “ Sinistra per Imperia”

Le ultime prese di posizione del Sindaco Strescino sono all’insegna del “non ne sapevo nulla”. Né dell’ipoteca sul porto, né delle infiltrazioni mafiose a Imperia e Provincia.

Crediamo che la sua sia una ricostruzione auto assolutoria a posteriori e perciò non credibile.

Affrontando l’argomento “ipoteca” posto meritoriamente dal PD, vorremmo fare rilevare che la spiegazione data dal Sindaco non è per niente convincente. La separazione netta tra la sfera dirigenziale e quella politica prospettata da Strescino il quale sostiene addirittura che la firma di autorizzazione dell’ipoteca è stata messa a “insaputa” sua e (forse) del sindaco di allora non è una interpretazione accettabile. A nostro giudizio la realtà è opposta: la sfera politica era talmente legata a quella dirigenziale che gli amministratori hanno volutamente mantenuto nell’ambito tecnico le scelte più arrischiate per non sottoporle al prevedibile, contrastato vaglio della discussione in Consiglio e nell’opinione pubblica. D’altra parte all’ipoteca si era accennato in un Consiglio Comunale dedicato al Porto di qualche mese fa. Inoltre l’ipoteca era prevista anche dalla concessione demaniale. Come può il Sindaco sostenere che nessun amministratore pubblico ha letto il testo della concessione? Il Sindaco si è mai chiesto come mai Continua a leggere »

Comunicato stampa di Carla Nattero, capogruppo Sinistra per Imperia sul porto turistico.

Non vale la retorica per spiegare quello che sta succedendo nel porto di Imperia. Non è convincente la spiegazione che Caltagirone si defila perché mal accolto dalla città e nemmeno che subentra Imperia Sviluppo perché fa gli interessi locali.

Di sicuro invece c’è che Caltagirone è pressato dalle banche per i suoi ingenti debiti e che Imperia Sviluppo finora non ha dato nessuna affidabilità nei confronti della città né per capacità di investimenti né per tecnologia e ha svolto un ruolo completamente parassitario nel porto turistico.

Ripetere come un mantra come fa Strescino “che l’importante è completare il porto” significa non vedere le voragini che si stanno aprendo e le difficoltà sempre maggiori che ha di fronte quest’opera. Continua a leggere »

Legambiente Liguria consegna l’Oscar dell’insostenibilità e la Bandiera Nera dei nemici del mare al Comune di Imperia:

Due sono gli elementi che giustificano tale assegnazione – si legge nella nota degli ambientalisti: innanzitutto la mancata realizzazione del depuratore, un’opera avviata nel 1988 e non ancora conclusa, per cui oggi Imperia è l’unico capoluogo di provincia italiano sprovvisto di tale infrastruttura; ma finora l’amministrazione della città ligure non è intervenuta in maniera efficace per sopperire a questa carenza così vistosa, privilegiando invece la realizzazione di una gigantesca opera portuale, evidentemente più lucrosa. Questo modello di sviluppo “selvaggio” ha generato una forte inerzia nella risoluzione dei problemi ambientali derivati dalla costruzione di diverse opere all’interno del porto, con il risultato di una generale incertezza rispetto a un bilancio costi/benefici economico, ambientale e sociale”.

La risposta del Sindaco di Imperia appare un po’ evasiva (fonte Riviera24 News):
… certe dichiarazioni sono puramente strumentali e riconducibili a un chiaro discorso politico, dove l’Ambiente diventa solamente il veicolo per allestire una campagna denigratoria fondata sulla scarsa informazione“.

Anche l’assessore Amoretti tenta una difesa scaricabarile: “… Se i fondi fossero giunti nei tempi previsti dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero delle Finanze che ben specificano il Soggetto che doveva contrarre idoneo mutuo, ovvero la Regione, avremmo terminato l’opera…” (leggi: “tutta colpa della regione Liguria, dove sono tutti comunisti”).

Sulla vicenda è intervenuta anche la nostra Carla Nattero: “Per il Sindaco di Imperia ogni critica è strumentalizzazione politica. Continua a giocare ai soldatini invece di affrontare i problemi veri della città. Come fa a dire che non esistono problemi ambientali nella nostra città e nel nostro mare? Da anni la città di Imperia è agli ultimi posti di tutte le graduatorie sulle qualità ambientali delle città d’Italia. E tali classifiche non sono state promosse dalla Lega Ambiente ma dal Sole 24 ore che se è “costola” di qualcosa lo è della Confindustria. Le analisi sull’inquinamento marino delle coste imperiesi sono da anni molto preoccupanti, soprattutto alle foci dei torrenti e nel mare proprio di fronte al depuratore. Come sono ridotte le spiagge pubbliche può vederlo facendo un giro istruttivo sui nostri arenili. Per quanto riguarda il depuratore il suo iter è cominciato alla fine degli anni ’80, siamo al 2011 e non è ancora stato completato. Appellarsi come spiegazione di un ritardo di vent’anni all’arrivo ritardato dell’ultima tranche di finanziamento non so se sia più patetico o ridicolo. La realtà è che le varie fasi del depuratore sono state tormentatissime per vari motivi e soprattutto perché l’Amministrazione berlusconiana qualche anno fa ha cercato velleitariamente di spostare la localizzazione del depuratore e, non riuscendoci, ne ha modificato completamente la tecnologia allungando i tempi di realizzazione e perdendo possibilità di finanziamento con fondi europei.

Per quanto riguarda il finanziamento cui fanno riferimento gli amministratori mi risulta che sia stato comunicato ufficialmente a fine 2010, se non è ancora stato materialmente erogato molto probabilmente si spiega con i vincoli posti dal patto di stabilità alla Regione Liguria come al Comune di Imperia. Il patto di stabilità come si sa è un provvedimento strozza enti locali ideato dal governo Berlusconi- Tremonti e da sempre osteggiato dal centro-sinistra. Per cui la Regione è una vittima della situazione, come il Comune di Imperia.”

Ha avuto inizio l’attività di collaborazione in consiglio comunale a Imperia di Carla Nattero e Dario Dal Mut (che ha recentemente lasciato l’IDV per aderire a SEL e al gruppo de ‘La sinistra per Imperia’).

Il debutto ha inizio con due interrogazioni: una in difesa dei diritti dei lavoratori di polizia municipale (e del buon senso!) dopo gli articoli che descrivono le vessazioni a cui sono stati sottoposti due agenti (in particolare segnalo questo post di Angelo Amoretti su Imperiaparla).

La seconda interrogazione è relativa alla richiesta di danni di Acquamare nei confronti della commissione di vigilanza e di controllo del comune di Imperia. A giudizio dei consiglieri de “La Sinistra per Imperia” si tratta di una vera e propria provocazione. Perché la Commissione non ha fatto altro che svolgere il ruolo previsto dalla legge e perché le osservazioni fatte erano più che fondate. Il Sindaco dovrebbe chiedere conto lui alla Porto di Imperia di una montagna di cose. Per esempio dovrebbe chiedere una presa di posizione ufficiale sul capannone, con relativa tempistica dello smantellamento e anche come mai la montagna di terra è ancora in gran parte al suo posto. Dovrebbe chiedere anche a che punto è la vendita dei posti-barca. I cittadini non possono essere costantemente presi in giro da un continuo balletto di cifre sui costi del porto e sulla vendita dei posti-barca. Quando conviene i posti sono già tutti venduti o quasi, quando si richiedono danni inesistenti la vendita è nella crisi più nera…

Di seguito allego i testi completi delle interrogazioni:

Interrogazione polizia municipale
Danni Acquamare

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