Non è accettabile che il Sindaco consideri un atto autonomo e isolato la decadenza della concessione portuale che l’ing. Lunghi si è trovato nell’obbligo di firmare. Perché le motivazioni di un atto di tale importanza stanno tutte in scelte di cui la parte politica ha una responsabilità preminente e rispetto alla legittimità di tali motivazioni il Sindaco si deve pronunciare, soprattutto se a mettere in rilievo il mancato rispetto della legge è un dirigente prudente e leale che ha collaborato per anni con l’Amministrazione.

Nel suo provvedimento l’ing. Lunghi ribadisce:

  • che il porto turistico è un’opera pubblica, a differenza dell’interpretazione privatistica data dall’Amministrazione Comunale;
  • che si è in presenza di una effettiva subconcessione alla Peschiera;
  • che non sono stati rispettati norme e regolamenti nella costruzione del porto, a partire dalla mancata contabilità.

Su questi aspetti di capitale importanza il Sindaco non può rifugiarsi nella sorpresa di fronte alla firma dell’atto di decadenza della concessione, ma deve esprimere l’orientamento dell’Amministrazione, avendo come unica bussola la difesa dell’interesse pubblico. Invece da l’impressione di non sapere che pesci pigliare, tenendo nei confronti dell’ing. Lunghi un atteggiamento di estraneità come se fosse il dirigente di un altro Comune. E alla fine il vero isolato rischia di essere proprio il Sindaco, visto che ha allontanato i consiglieri di FLI e nella conferenza stampa ha cominciato a non avere accanto a sé nemmeno i consiglieri della Lega.

Dichiarazione di Carla Nattero sul rinvio del question time sul caso Rommelli.

Dopo aver scandalosamente rinviato la mozione di Pasquale Indulgenza che io condivido e che argomenta in maniera approfondita la necessità che l’Amministrazione chieda le dimissioni dei due membri di nomina comunale della Porto di Imperia spa, il sindaco facendosi scudo di suoi impegni ha rinviato anche la discussione prevista per il Consiglio Comunale di oggi del question time che allego.

Il mio testo, più limitato come si addice a un question time, chiede conto al sindaco del comportamento del sig. Rommelli che non ha partecipato alla seduta della Porto di Imperia in cui si esaminavano i contratti con l’Acquamare.

Se son vere le scuse di Rommelli (“non ho partecipato perché era impossibile esaminare in tempo i contratti”) ovviamente è da dimissionare immediatamente perché non può svolgere un incarico così importante chi , dopo un anno dal conferimento del mandato, non conosce ancora la documentazione fondamentale.

Se invece si tratta di una bugia diplomatica e in realtà il sig. Rommelli non vuole assumersi la responsabilità di approvare atti di legittimità molto dubbia che non ha contribuito a stilare, si deve dire altrettanto chiaramente. E il sindaco invece di sottrarsi continuamente al confronto deve dire se condivide i timori della persona che ha nominato nel CdA o no. Se li condivide la sua è una affermazione che segna una presa di distanza dell’Amministrazione dalla Porto di Imperia. Se non li condivide lo motiva e torna la necessità delle dimissioni di Rommelli. Quello che il sindaco non può fare è galleggiare ed evitare sempre e comunque la discussione pubblica in Consiglio. Continua a leggere »

Le recenti vicende che hanno interessato il porto di Imperia, dall’avviso di garanzia per associazione a delinquere che ha colpito l’On. Claudio Scajola fino allo scriteriato intervento del Sindaco Paolo Strescino alla manifestazione di sabato, gettano ombre inquietanti su tutta la città.

Le vicende giudiziarie che hanno colpito l’On. Scajola dovranno essere accertate dalla Magistratura, resta comunque il nodo di fondo politico, e cioè la vicinanza di interessi tra alcuni politici e grandi affaristi e costruttori, con accordi presi sopra la testa dei cittadini.

La manifestazione di sabato è stata un momento triste nella storia politica di Imperia. Tutti quegli amministratori e quei dirigenti di partito accorsi per manifestare la loro solidarietà al Capo, senza preoccuparsi minimamente circa la prudenza che accuse gravi come quelle che vengono rivolte dalla Procura richiederebbero, sono stati un esempio di brutta politica. L’intervento dal palco del Sindaco Strescino, in particolare, ha messo in luce l’arroganza e l’opulenza di un potere che crede di non dover dar conto a nessuno del suo operato. In un momento in cui membri autorevoli del suo partito evocano provocatoriamente un clima da anni ’70 per una manifestazione sindacale, l’intervento in cui si leggeva pubblicamente la lista dei “traditori” ci ha ricordato tanto altri tempi, molto più neri, a cui forse il Sindaco Strescino è ancora affezionato. Per questo ribadiamo la solidarietà a Carla Nattero e a tutti i consiglieri comunali di opposizione, che con il loro lavoro serio e costante in Consiglio hanno provato in questi anni a porre un freno alla politica scriteriata dei porti turistici e a salvaguardare gli interessi della collettività.

Il mega porto-turistico, che nelle intenzioni di chi lo ha fortemente voluto doveva essere l’opportunità e il fiore all’occhiello della città, si è rivelato per quello che è: un’enorme regalo fatto a Caltagirone dalle amministrazioni targate PdL-Lega che si sono avvicendate in questi anni e in particolare dall’ex Ministro Scajola. Il costruttore romano si è infatti impossessato dell’80% dell’intera struttura senza la trasparenza che una gara d’appalto pubblica avrebbe garantito; il tutto senza nessun ritorno tangibile sull’occupazione e l’economia degli imperiesi. Solo le battaglie portate avanti dall’opposizione hanno portato, infatti, all’unico valore pubblico di tutta l’opera, il parco urbano, osteggiato fino alla fine dal centro-destra. I cittadini di Imperia sono stati travolti dalle colate di cemento e terra dell’enorme parcheggio per mega-yacht, ingannati dal luccichio di un grande investimento pubblico, che si è svelato essere solo un grande affare privato.

Sinistra Ecologia Libertà era ed è ancora convinta che questo porto non sia una grande possibilità per Imperia, eravamo e siamo ancora convinti che, in continuità con la storia della città, bisognasse operare per un porto multivocazionale, che andasse verso un equilibrio tra il commerciale, il peschereccio e un turistico rispettoso della storia e delle esigenze del territorio. Eravamo e siamo ancora conviti di un diverso modello di sviluppo per la città e che, come recitava lo slogan che ci ha visto scendere in piazza tante volte, “Un altro porto è possibile!”

Mauro Servalli (Coordinatore circolo SEL Imperia)
Lucio Sardi (Coordinatore provinciale SEL)

Comunicato Stampa

I consiglieri comunali Dario Dal Mut (Italia dei Valori), Pasquale Indulgenza (Rifondazione Comunista), Carla Nattero (Sinistra per Imperia) rilasciano la seguente dichiarazione unitaria in merito alla discussione sul porto turistico tenutasi nel Consiglio di ieri sera:

Nei nostri interventi in Consiglio abbiamo messo in evidenza come sia debole, confusa e omissiva l’indicazione della maggioranza di dotarsi, attraverso la delibera proposta (fatta conoscere in una prima bozza solo tre giorni fa e modificata successivamente ben due volte), di maggiori tutele da ottenersi nei confronti della Porto di Imperia.

Questa nostra valutazione è in sostanza la stessa che ha espresso il consigliere Monica Gatti a nome del Gruppo della Lega. Nel suo articolato intervento, critico dall’inizio alla fine, la consigliera è arrivata a sostenere che l’Amministrazione ha le idee confuse e ha anche messo in questione la capacità del Sindaco di garantire un adeguato controllo degli aspetti più delicati e complessi dell’intera vicenda, di cui rimane prioritaria la tutela dell’interesse pubblico!
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SINISTRA PER IMPERIA – ITALIA DEI VALORI – RIFONDAZIONE COMUNISTA

Calziagirone e altre storie

Le conclusioni della riunione del Cda della Porto di Imperia sono state esattamente quelle preannunciate dai giornali. E quindi confermiamo il giudizio negativo già espresso dai nostri gruppi consiliari singolarmente in diverse sedi.

Ci chiediamo ancora con maggior convinzione di prima in che cosa consista la ripresa di ruolo del Comune, visto che né dalla composizione del Cda, né dalle dichiarazioni del Sindaco è emerso alcun cambiamento significativo. Dove è andata a finire la volontà di indicare il direttore dei lavori? Oppure di introdurre patti parasociali di maggior salvaguardia delle prerogative pubbliche?

E del tutto evidente che il Comune non ha ottenuto nessun risultato politico, nemmeno relativamente alla nomina del direttore dei lavori, poiché chiarissimamente si tratta di tecnico di fiducia del binomio Cozzi-Caltagirone, progettista sia del porto di San Lorenzo che di quello di Ventimiglia!!

Ciò che si sta profilando, invece, ha caratteristiche opposte alle intenzioni baldanzosamente sostenute negli ultimi mesi: un rafforzamento ulteriore del privato e una riconferma in toto della linea della Porto di Imperia che, per evidenti ragioni di quote societarie, coincide con quella di Caltagirone. L’Amministrazione Comunale non ha espresso il suo punto di vista neppure attraverso l’unico membro del Cda che la rappresenta direttamente e sarebbe ben autorizzato a fare proposte e dare giudizi dal punto di vista degli interessi pubblici (lo stesso, anzi, risulterebbe non aver avuto parole tenere nei confronti del Sindaco nel corso del precedente ‘vertice politico’).

Che cosa farà adesso il vicesindaco Lanteri? Si dimetterà, come aveva più volte minacciato, fin dal momento dei primi contrasti con Conti, se non fossero cambiati “gli interlocutori”?
La conferenza stampa di ieri ben rappresenta quale è il clima: Caltagirone si è esibito in una difesa “alla Berlusconi” del proprio operato, comprensiva di rituale rettifica del suo Ufficio Stampa, prendendosela con i giornalisti “che denigrano” e con l’ex direttore dei lavori, colpevole di non essere stato sufficientemente acquiescente. Sempre seguendo il ‘modello Berlusconi’, Caltagirone ha usato la carta del populismo più banale, sostenendo che le critiche dei consiglieri di opposizione sono strumentali e che la gente comune è dalla sua parte. Il gioco è quindi del tutto scoperto: abbiamo un imprenditore che svolge apertamente una funzione di leadership politica, sovrastando il ruolo istituzionale degli amministratori locali, a cominciare dal primo cittadino.

Posto che il peronismo dei costruttori edilizi, con relativa esaltazione del rapporto diretto con il popolo, era l’ultima cosa cui pensavamo di assistere, vogliamo ribadire a Caltagirone che la cosiddetta “gente comune” di Imperia è piena di dubbi sulla qualità e sulla funzione del suo porto, a cominciare dalle sue effettive potenzialità occupazionali e dalla possibilità di essere il volano di un reale sviluppo economico per il territorio. Nel contempo, leviamo ai cittadini imperiesi, alle forze sociali e alle parti politiche un allarme democratico per questo tipo di conduzione della cosa pubblica, che irresponsabilmente si affida ad un potere economico lasciato senza controlli e limitazioni.

Il Consiglio Comunale del 23 parte quindi male, perché la Giunta Strescino, dopo tante parole, si appresta a confermare la linea varata dall’amministrazione precedente. Da parte nostra, stando così le cose, ci sarà una opposizione decisa e puntuale volta a chiarire i punti oscuri dell’iter della pratica, le responsabilità pubbliche e private, indicando nello stesso tempo le strade per la ripresa di un maggiore controllo sull’opera da parte pubblica. La spiegazione dei punti controversi fatta nel suo comunicato dal Presidente della Porto di Imperia a nostro giudizio è molto parziale e lascia molti interrogativi aperti, anche riguardo alle ragioni delle indagini giudiziarie in corso. Interrogativi che non sono certo “formalismi”, per riprendere un termine usato da Calzia, ma motivi ben sostanziali, riconducibili proprio “al perseguimento del bene comune”, cioè del bene pubblico.

Poiché, come noto, il regolamento consigliare del Comune di Imperia penalizza fortemente i tempi degli interventi dei gruppi formati da un unico componente, già da ora annunciamo che ci coordineremo tra noi in modo da avere la possibilità di affrontare nell’insieme dei nostri contributi tutti gli aspetti di questa importantissima discussione in Consiglio Comunale.

Imperia, 4 settembre 2010

Dario Dal Mut
Pasquale Indulgenza
Carla Nattero

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