COMUNICATO STAMPA SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ IMPERIA
Da settimane centinaia di profughi, di origine per lo più tunisina, stanno raggiungendo Ventimiglia nella speranza di poter portare a termine il loro viaggio della speranza verso la Francia, in fuga dalla fame, dalla miseria, da paesi in rivolta o in una situazione di grande instabilità sociale e politica. Nel quadro di una Comunità Europea incapace di affrontare un flusso migratorio finora affidato al controllo dei vari Gheddafi e Ben Ali, l’Italia e la Francia stanno facendo a gara a chi fornisce lo spettacolo più degradante. La Francia chiude le frontiere e riporta nel nostro Paese i migranti che provano a attraversarla, il più delle volte per raggiungere parenti o amici. L’Italia ritarda colpevolmente nell’organizzare una rete di accoglienza lasciata fino ad ora all’opera volontaria delle realtà sociali e sindacali, nascondendosi dietro questioni di diritto ridicole di fronte al rischio di un’emergenza umanitaria. Non si può affrontare questa situazione sul crinale della classificazione in profughi o clandestini: si tratta di persone in fuga da una vita senza speranze e come tali vanno assistite nei loro bisogni fondamentali.
Sinistra Ecologia Libertà Imperia sarà in piazza sabato 2 aprile a Ventimiglia e si unisce ai promotori dell’iniziativa nel chiedere:
- La fine dell’intervento militare il Libia, che dietro la maschera dell’ennesima “guerra umanitaria” nasconde gli interessi di molti stati sulle risorse energetiche dell’area.
- Una nuova politica europea di apertura delle frontiere di tutti i Paesi membri ai flussi migratori provenienti dal nord Africa. L’Europa non può più ignorare un fenomeno che vede centinaia di migliaia di persone in fuga dalle proprie terre inaridite dallo sfruttamento dell’Occidente e dei vari dittatori suoi amici.
- Un’azione realmente efficace e non puramente propagandistica di assistenza alle centinaia di persone accampate nella città di confine. L’individuazione di un Centro di Prima Accoglienza in cui offrire un riparo, cibo e garanzie igieniche è un primo passo in questa situazione, ma va chiarita immediatamente una condizione: il centro dovrà essere un posto in cui i migranti hanno libero accesso in entrata e in uscita. Non accetteremmo che venisse creata una struttura di reclusione tipo C.I.E. nel nostro territorio.
- Chiediamo inoltre che della task-force che sta affrontando questa emergenza e che gestisce il C.P.A. faccia parte anche un referente delle realtà che si sono attivate per portare i primi aiuti e che hanno avuto modo di instaurare le prime relazioni con i profughi.


