Le recenti vicende che hanno interessato il porto di Imperia, dall’avviso di garanzia per associazione a delinquere che ha colpito l’On. Claudio Scajola fino allo scriteriato intervento del Sindaco Paolo Strescino alla manifestazione di sabato, gettano ombre inquietanti su tutta la città.

Le vicende giudiziarie che hanno colpito l’On. Scajola dovranno essere accertate dalla Magistratura, resta comunque il nodo di fondo politico, e cioè la vicinanza di interessi tra alcuni politici e grandi affaristi e costruttori, con accordi presi sopra la testa dei cittadini.

La manifestazione di sabato è stata un momento triste nella storia politica di Imperia. Tutti quegli amministratori e quei dirigenti di partito accorsi per manifestare la loro solidarietà al Capo, senza preoccuparsi minimamente circa la prudenza che accuse gravi come quelle che vengono rivolte dalla Procura richiederebbero, sono stati un esempio di brutta politica. L’intervento dal palco del Sindaco Strescino, in particolare, ha messo in luce l’arroganza e l’opulenza di un potere che crede di non dover dar conto a nessuno del suo operato. In un momento in cui membri autorevoli del suo partito evocano provocatoriamente un clima da anni ’70 per una manifestazione sindacale, l’intervento in cui si leggeva pubblicamente la lista dei “traditori” ci ha ricordato tanto altri tempi, molto più neri, a cui forse il Sindaco Strescino è ancora affezionato. Per questo ribadiamo la solidarietà a Carla Nattero e a tutti i consiglieri comunali di opposizione, che con il loro lavoro serio e costante in Consiglio hanno provato in questi anni a porre un freno alla politica scriteriata dei porti turistici e a salvaguardare gli interessi della collettività.

Il mega porto-turistico, che nelle intenzioni di chi lo ha fortemente voluto doveva essere l’opportunità e il fiore all’occhiello della città, si è rivelato per quello che è: un’enorme regalo fatto a Caltagirone dalle amministrazioni targate PdL-Lega che si sono avvicendate in questi anni e in particolare dall’ex Ministro Scajola. Il costruttore romano si è infatti impossessato dell’80% dell’intera struttura senza la trasparenza che una gara d’appalto pubblica avrebbe garantito; il tutto senza nessun ritorno tangibile sull’occupazione e l’economia degli imperiesi. Solo le battaglie portate avanti dall’opposizione hanno portato, infatti, all’unico valore pubblico di tutta l’opera, il parco urbano, osteggiato fino alla fine dal centro-destra. I cittadini di Imperia sono stati travolti dalle colate di cemento e terra dell’enorme parcheggio per mega-yacht, ingannati dal luccichio di un grande investimento pubblico, che si è svelato essere solo un grande affare privato.

Sinistra Ecologia Libertà era ed è ancora convinta che questo porto non sia una grande possibilità per Imperia, eravamo e siamo ancora convinti che, in continuità con la storia della città, bisognasse operare per un porto multivocazionale, che andasse verso un equilibrio tra il commerciale, il peschereccio e un turistico rispettoso della storia e delle esigenze del territorio. Eravamo e siamo ancora conviti di un diverso modello di sviluppo per la città e che, come recitava lo slogan che ci ha visto scendere in piazza tante volte, “Un altro porto è possibile!”

Mauro Servalli (Coordinatore circolo SEL Imperia)
Lucio Sardi (Coordinatore provinciale SEL)

Comunicato Stampa di Carla Nattero, consigliere comunale di Sinistra per Imperia.

Devo dire a Strescino che leggere dal palco del pdl l’elenco, come se fosse una lista di proscrizione, dei consiglieri comunali che hanno votato no al Porto Turistico lo ritengo un atto di spregio verso le regole elementari della democrazia nonché di becero populismo.

I consiglieri comunali sono eletti e stanno in Consiglio per quello: per esprimere le proprie opinioni, i propri punti di vista, per disegnare come in questo caso un’altra “visione” della città. Non sono “sabotatori”, svolgono semplicemente il loro compito.

Io ho sempre sostenuto pubblicamente che la crescita della città non coincideva con il mega porto turistico. Ho sempre pensato che in continuità con la storia di Imperia bisognasse operare sul serio per un porto multivocazionale in tutto il suo arco di estensione, certamente prevedendo il turistico a Porto, ma più ridimensionato e senza residenze, progettando nel contempo anche più spazi per la cantieristica,una banchina per il servizio crociere,facendo i necessari investimenti per mantenere il commerciale e sviluppare il peschereccio.

Credo che questo fosse e sia ancora il bene della città, se lo consideriamo nell’ottica del lavoro e dell’occupazione. E non sono perciò disposta a farmi definire né da Strescino né dai suoi mentori una conservatrice dello status quo.

Le difficoltà enormi che Strescino sta incontrando non sono da addebitarsi ai consiglieri di opposizione “sabotatori”ma alla scelta di fare un megaporto ad altissimo costo e alla mancata difesa dell’interesse pubblico, in parte conseguente alla faraonica scelta progettuale.

I consiglieri comunali che,come me, hanno seguito tutto l’iter, sanno quanto, passaggio dopo passaggio,il pubblico abbia perso potere decisionale e di controllo. Sanno quanto i beni conferiti dal Comune, cioè le aree, le concessioni demaniali, la collocazione del nuovo porto turistico in un porto storico preesistente, poco abbiano contato. E’ per questo, proprio per dare un maggior ruolo al pubblico ed evitare il dominio degli interessi privati,che abbiamo richiesto a suo tempo la gara secondo la normativa europea e abbiamo illustrato le nostre convinzioni all’Authority. E tutti gli sconquassi di questi mesi rappresentano la conferma delle nostre buone ragioni di allora.

Quindi quel no lo ripeterei oggi perché tutte le mie motivazioni hanno trovato ampia conferma,sia quelle di carattere progettuale,sia quelle relative alla mancata difesa dell’interesse pubblico.

Sbagliano l’on.Scajola e il Sindaco a considerare l’inchiesta come una sorta di atto di “lesa maestà” e a organizzare i supporters in piazza a difesa del proprio operato. Al di là delle rassicurazioni di circostanza,infatti, la manifestazione a Calata Anselmi si è configurata come una forma di pressione indebita sulle indagini. Non è un caso che molte siano state le assenze “eccellenti”del PdL e,ancor più,del centrodestra.

Al contrario l’inchiesta della magistratura, tesa ad analizzare questo procedimento complesso,pieno di aspetti non chiariti e di possibili illegalità, va accolta positivamente. E’ un bene per tutti i cittadini che si verifichi legalità e trasparenza nella costruzione e nella gestione di una grande infrastruttura che determinerà,nel bene e nel male,il futuro di Imperia.

Comunicato Stampa di Carla Nattero de “La Sinistra per Imperia”

Aderisco all’appello contro la violenza e le aggressioni squadristiche lanciato dai giovani de “La Talpa e l’Orologio”.

Gli episodi testimoniati di pestaggi e di presenza di coltelli sono molto preoccupanti e indicano che si è sviluppata in alcune sacche del tessuto cittadino una cultura giovanile fascista e violenta.

Occorre che tutte le forze politiche e sociali reagiscano immediatamente e naturalmente in modo non violento, come sottolineano anche i giovani de La Talpa, riproponendo, , con nettezza e convinzione i valori democratici e antifascisti della nostra Costituzione repubblicana , chiedendo anche alle forze dell’ordine un monitoraggio attento del territorio per isolare gli autori delle aggressioni e per evitare che anche a Imperia attecchisca un processo involutivo che porti a tragici episodi di guerra per bande, purtroppo già conosciuti in grandi città.

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