Comunicato Stampa di Carla Nattero e Dario Dal Mut (Sinistra per Imperia).

Bilancio 2011.

E’ un bilancio che evidenzia in modo molto netto i tagli dei trasferimenti del governo agli enti locali. Questi tagli rimbalzano a cascata prima sulle Regioni e poi sui comuni.

Nel bilancio 2011 i servizi non sono stati semplicemente ridimensionati, come già succede da qualche anno, ma sono stati ridotti ai minimi termini o addirittura eliminati. La cultura e le manifestazioni sono praticamente sparite, come già si vede dal calendario praticamente inesistente delle manifestazioni estive. Il taglio nella scuola e nei servizi sociali si aggira intorno al 25-30%. Anche un servizio-base come la refezione scolastica è in difficoltà. Nel bilancio non c’è il finanziamento alla refezione per i primi tre mesi del prossimo anno scolastico. L’Amministrazione ha garantito che provvederà in seguito ma questa mancanza è il segno incontrovertibile di una situazione grave. Continua a leggere »

Giovedì 19 maggio alle ore 12.00 presso il palazzo del Comune di Imperia è fissata una conferenza stampa del Circolo di Sinistra Ecologia Libertà di Imperia in seguito all’adesione del Consigliere Dario Dal Mut a SEL e al gruppo consigliare “La Sinistra per Imperia”. Sarà l’occasione per ragionare sulle motivazioni che hanno portato a tale scelta e sulle nuove prospettive per SEL nel Comune di Imperia. Saranno presenti i Consiglieri Carla Nattero e Dario Dal Mut, il coordinatore provinciale Lucio Sardi e il coordinatore del circolo di Imperia Mauro Servalli.

Dichiarazione di Carla Nattero sul bilancio consuntivo 2010 del Comune di Imperia.

Che il 2010 sia stato un anno di lacrime e sangue per il bilancio di Imperia lo si sapeva. Ma i dati del bilancio consuntivo discusso ieri sera in Consiglio lo mettono in rilievo in maniera evidente.

Ci sono due milioni in più di entrate tributarie (il grosso viene dalla Tarsu, ma anche ICI e Tosap sono in aumento), sono diminuite le spese correnti e quindi i servizi, i trasferimenti dello Stato e della Regione sono in linea con quelli degli anni passati, eppure il bilancio pareggia soltanto utilizzando le entrate straordinarie delle concessioni edilizie.

Lo sfondo in cui si collocano questi dati è altrettanto deprimente: gli investimenti sono diminuiti di più del 30%, la macchina comunale non si rinnova e perde qualità, le società partecipate perdono valore, i fabbricati comunali ricevono un a scarsa manutenzione. Insomma il comune si sta impoverendo. Anche i cittadini, del resto: pagano più tasse, più multe (870.000€ l’anno passato) e ricevono meno servizi.

In sede di discussione di bilancio preventivo vedremo se l’Amministrazione propone qualche inversione di tendenza. Io sono molto pessimista. La Giunta, come primo atto in preparazione del nuovo bilancio, ha deciso di aumentare ulteriormente la tassa sui rifiuti del 12.4%. Il che vuol dire che tutti i cittadini nel 2011 pagheranno questa tassa il 38.4% in più rispetto al 2009. (+ 26% nel 2010, +12.4% nel 2011).

Una clamorosa bastonata sui bilanci degli imperiesi che già soffrono la crisi e vivono in una delle città più care di Italia.

SINISTRA PER IMPERIA – ITALIA DEI VALORI – RIFONDAZIONE COMUNISTA

Calziagirone e altre storie

Le conclusioni della riunione del Cda della Porto di Imperia sono state esattamente quelle preannunciate dai giornali. E quindi confermiamo il giudizio negativo già espresso dai nostri gruppi consiliari singolarmente in diverse sedi.

Ci chiediamo ancora con maggior convinzione di prima in che cosa consista la ripresa di ruolo del Comune, visto che né dalla composizione del Cda, né dalle dichiarazioni del Sindaco è emerso alcun cambiamento significativo. Dove è andata a finire la volontà di indicare il direttore dei lavori? Oppure di introdurre patti parasociali di maggior salvaguardia delle prerogative pubbliche?

E del tutto evidente che il Comune non ha ottenuto nessun risultato politico, nemmeno relativamente alla nomina del direttore dei lavori, poiché chiarissimamente si tratta di tecnico di fiducia del binomio Cozzi-Caltagirone, progettista sia del porto di San Lorenzo che di quello di Ventimiglia!!

Ciò che si sta profilando, invece, ha caratteristiche opposte alle intenzioni baldanzosamente sostenute negli ultimi mesi: un rafforzamento ulteriore del privato e una riconferma in toto della linea della Porto di Imperia che, per evidenti ragioni di quote societarie, coincide con quella di Caltagirone. L’Amministrazione Comunale non ha espresso il suo punto di vista neppure attraverso l’unico membro del Cda che la rappresenta direttamente e sarebbe ben autorizzato a fare proposte e dare giudizi dal punto di vista degli interessi pubblici (lo stesso, anzi, risulterebbe non aver avuto parole tenere nei confronti del Sindaco nel corso del precedente ‘vertice politico’).

Che cosa farà adesso il vicesindaco Lanteri? Si dimetterà, come aveva più volte minacciato, fin dal momento dei primi contrasti con Conti, se non fossero cambiati “gli interlocutori”?
La conferenza stampa di ieri ben rappresenta quale è il clima: Caltagirone si è esibito in una difesa “alla Berlusconi” del proprio operato, comprensiva di rituale rettifica del suo Ufficio Stampa, prendendosela con i giornalisti “che denigrano” e con l’ex direttore dei lavori, colpevole di non essere stato sufficientemente acquiescente. Sempre seguendo il ‘modello Berlusconi’, Caltagirone ha usato la carta del populismo più banale, sostenendo che le critiche dei consiglieri di opposizione sono strumentali e che la gente comune è dalla sua parte. Il gioco è quindi del tutto scoperto: abbiamo un imprenditore che svolge apertamente una funzione di leadership politica, sovrastando il ruolo istituzionale degli amministratori locali, a cominciare dal primo cittadino.

Posto che il peronismo dei costruttori edilizi, con relativa esaltazione del rapporto diretto con il popolo, era l’ultima cosa cui pensavamo di assistere, vogliamo ribadire a Caltagirone che la cosiddetta “gente comune” di Imperia è piena di dubbi sulla qualità e sulla funzione del suo porto, a cominciare dalle sue effettive potenzialità occupazionali e dalla possibilità di essere il volano di un reale sviluppo economico per il territorio. Nel contempo, leviamo ai cittadini imperiesi, alle forze sociali e alle parti politiche un allarme democratico per questo tipo di conduzione della cosa pubblica, che irresponsabilmente si affida ad un potere economico lasciato senza controlli e limitazioni.

Il Consiglio Comunale del 23 parte quindi male, perché la Giunta Strescino, dopo tante parole, si appresta a confermare la linea varata dall’amministrazione precedente. Da parte nostra, stando così le cose, ci sarà una opposizione decisa e puntuale volta a chiarire i punti oscuri dell’iter della pratica, le responsabilità pubbliche e private, indicando nello stesso tempo le strade per la ripresa di un maggiore controllo sull’opera da parte pubblica. La spiegazione dei punti controversi fatta nel suo comunicato dal Presidente della Porto di Imperia a nostro giudizio è molto parziale e lascia molti interrogativi aperti, anche riguardo alle ragioni delle indagini giudiziarie in corso. Interrogativi che non sono certo “formalismi”, per riprendere un termine usato da Calzia, ma motivi ben sostanziali, riconducibili proprio “al perseguimento del bene comune”, cioè del bene pubblico.

Poiché, come noto, il regolamento consigliare del Comune di Imperia penalizza fortemente i tempi degli interventi dei gruppi formati da un unico componente, già da ora annunciamo che ci coordineremo tra noi in modo da avere la possibilità di affrontare nell’insieme dei nostri contributi tutti gli aspetti di questa importantissima discussione in Consiglio Comunale.

Imperia, 4 settembre 2010

Dario Dal Mut
Pasquale Indulgenza
Carla Nattero

Franca Rambaldi ha dichiarato che le dimissioni da assessore rappresentano una sua scelta personale, di opportunità politica. Io penso invece che le dimissioni fossero dovute perché c’è una evidente conflittualità di interessi tra il governo provinciale della scuola e il ruolo di assessore alla pubblica istruzione nella città capoluogo. Queste problematiche nascono in particolare dalla gestione del personale statale, comunale e della SERIS coinvolto nella effettuazione dei servizi scolastici cittadini.

La scelta della sede ha certamente un valore simbolico. Io la leggo però in maniera diversa da quella proposta: credo che la Rambaldi abbia voluto sottolineare che l’unica appartenenza che riconosce, nel momento delle scelte difficili, non è quella all’Amministrazione Comunale ma è quella al Circolo Parasio.

Il Sindaco, infine, parlando del prossimo rimpasto ha dichiarato, testualmente, con evidente sprezzo del ridicolo, “di non volere indulgere alle quote rosa”. Ricordo al Sindaco che la Rambaldi era l’unico assessore donna. Se nel rimpasto non è prevista una presenza femminile significa che l’Amministrazione Strescino si pone tra le amministrazioni più chiuse d’Italia,senza nessuna donna assessore.

Carla Nattero

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