Da circa due mesi a Ventimiglia centinaia di persone provenienti per lo più dalla Tunisia a seguito di una rivolta che ha portato alla fine di un brutale regime, sono costrette a vivere in condizioni disumane dall’ottusità delle istituzioni nazionali e locali di due stati (Italia e Francia).
Dopo giorni passati sui cartoni nei corridoi della stazione senza cibo, acqua e servizi igienici; respinti in ogni maniera (talvolta con fermi brutali e imprigionamenti prolungati) dalla polizia d’oltralpe; abbandonati e additati da tutti come problema d’ordine pubblico oggi si trovano ad imbracciare, dopo aver manifestato in ogni modo per la difesa dei propri diritti, la forma più estrema seppur legittima di protesta conosciute nei paesi democratici: lo sciopero della fame.
Come coordinamento antirazzista provinciale siamo stati al loro fianco fin dai primi momenti, sostenendoli nei loro bisogni e nelle loro rivendicazioni. Oggi siamo ancora a fianco a questi migranti nell’appoggiare le ragioni del loro sciopero della fame. Chiediamo quindi alla società civile e alle istituzioni di intervenire per porre fine a questa situazione.
Chiediamo la libertà di movimento per tutti, la possibilità per chi vuole andare in Francia di farlo.
Chiediamo la trasformazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari in permessi di soggiorno veri e propri che permettano di ottenere un permesso di lavoro e di risiedere stabilmente in tutta Europa.
Chiediamo la possibilità per chi lo voglia di essere rimpatriato.
Chiediamo un’accoglienza dignitosa per tutti coloro che oggi si trovano nella nostra provincia in condizione di disagio per il semplice motivo di cercare un futuro migliore.
Coordinamento antirazzista della provincia di Imperia

