Di seguito riporto le ultime dichiarazioni di Carla Nattero relative alla bufera sul porto di Imperia che sta scuotendo l’amministrazione di centro-destra a guida Paolo Strescino.

La prima riguarda un atto dovuto, l’ingegnere Pierre Marie Lunghi, dirigente del Settore Porti del Comune di Imperia, che ha firmato il diniego per la proroga della concessione alla Porto Imperia spa.

La seconda riguarda la pubblicazione degli atti della magistratura che hanno portato all’arresto di Caltagirone e Conti per i fatti relativi alle vicende del porto di Imperia.

Sul diniego:

Ragionando nell’ambito che ci compete -che è quello di carattere politico-amministrativo- riteniamo che l’ atto del dirigente di diniego della proroga sia stato inevitabile di fronte ai plurimi inadempimenti della Porto Imperia spa.

Si apre adesso per il Comune una fase certamente non facile e impegnativa, il cui unico criterio di scelta e di orientamento deve essere quello di difendere al meglio l’interesse e il bene pubblico.

Quello che è successo negli ultimi anni ha messo in evidenza, oltre a gravissimi reati su cui sono in corso le indagini, il fallimento totale dell’impostazione politica e progettuale del porto turistico di Imperia.

E’ questa la responsabilità generale che deve affrontare la maggioranza di destra, al governo ininterrotto della città da tredici anni. La difficile disamina delle prospettive non può essere separata da un’analisi veritiera e senza alibi sulle scelte fallimentari del passato anche recente. Ed è per questo che, insieme all’opposizione, nella riunione informativa dei capigruppo tenuta dal sindaco ieri, abbiamo nuovamente chiesto la convocazione di un Consiglio monotematico sul tema della portualità..

Nella sede consigliare, se l’azione politica e amministrativa vuole riacquistare un senso, ognuno proporrà le proprie riflessioni e si assumerà le proprie responsabilità.

Per quel che ci riguarda riteniamo dannoso dal punto di vista politico e inutile dal punto di vista amministrativo qualsiasi governo di salute pubblica perché riteniamo che con la deflagrazione della “questione porto” si sia clamorosamente esaurita l’esperienza dell’Amministrazione Strescino.

Siamo però disposti, per il bene della città e in un arco di tempo ristretto, a vagliare in consiglio gli atti che il Comune deve assumere per auto tutelarsi e “mettere un punto” alla delicata situazione.

Fatto rapidamente l’indispensabile è evidente che Sindaco e amministrazione devono immediatamente dimettersi per dare democraticamente voce al pronunciamento dei cittadini.

Sugli atti della magistratura pubblicati dalla stampa Carla Nattero dichiara:

Ho letto stamattina il prosieguo della pubblicazione di una parte degli atti della magistratura. Non si può che riconfermare il primo giudizio: tutto è come ci si aspettava, ma è anche peggio.

Colpisce la totale mancanza di distinzioni di ruoli, la completa identificazione tra pubblico e privato, colpisce fino a che punto il comune sia in balia dei voleri di Caltagirone, privo di strumenti per fare valere gli interessi pubblici.

A riprova dell’atteggiamento prono nei confronti del tycoon romano, in quel consiglio comunale in cui si è discussa la delibera oggetto delle intercettazioni, sono stati numerosi i consiglieri comunali di maggioranza che hanno ripreso le parole di Caltagirone e hanno detto in sostanza all’opposizione: siete “mascalzoni che non amate la città.”

Mi ha colpito particolarmente che Caltagirone abbia proposto a Strescino di aiutarlo a fare il suo discorso con “un intervento politico” scritto da Mauceri, lo stesso avvocato che difenderà gli interessi della PortoImperia contro il Comune pochi mesi dopo, quando verrà discussa al Tar la decadenza della concessione firmata da Lunghi.

Anche da questi intrecci si può giudicare con quale libertà e con quale forza di convinzione il comune abbia effettivamente difeso l’atto del suo dirigente.

Tutto questo ci dice che in questi anni non c’è stata di fatto una svolta nella gestione del porto turistico, come dimostra anche la famosa delibera di settembre 2010 che di fatto è rimasta lettera morta, ma la ricerca dell’accordo a tutti i costi con Caltagirone.

Solo da pochissimo tempo l’evidenza delle realtà e le indagini della magistratura hanno introdotto un atteggiamento più prudente e legalitario.

Gli ultimi atti non possono però cancellare il dato di fondo, cioè che il nuovo porto turistico si sta rivelando,non soltanto nelle parole dell’opposizione ma nei fatti, una megasvendita a favore dei privati delle possibilità di futuro della nostra città. Né possono cancellare l’accondiscendenza dell’amministrazione Strescino in relazione ad alcuni passaggi fondamentali della vicenda portuale che si sono svolti dal 2009 a oggi.

Se le cose stanno così, Strescino non può pensare di fare un’operazione gattopardesca e, dopo essere stato parte in causa, proporsi come traghettatore del futuro. Oggi infatti ha chiarito le sue intenzioni, sostenendo che vuole continuare a governare,perché ha l’appoggio della giunta, tendenzialmente fino alle politiche del 2013, data alla quale pensa di abbinare le elezioni comunali anticipate.

A mio giudizio è questa una soluzione inaccettabile proprio perché non prevede nessuna rottura di continuità tra il prima e il dopo. La rottura ci deve essere per sottolineare l’enormità dello scandalo vissuto dalla città e la necessità di voltare pagina. Per cui vorrei precisare: il sindaco,come prevede la legge, la fiducia la deve cercare in consiglio e non certo in giunta, formata da persone da lui scelte e quindi suo supporto esecutivo e non politico. Secondo, per quanto sta a noi non c’è nessuna possibilità che Strescino arrivi al 2013, riconfermiamo che deve rimanere in sella soltanto i pochi mesi necessari per portare in Consiglio gli atti di autotutela del Comune. Non parlo certo a nome di tutta la minoranza ma da parte nostra non c’è nessuna incertezza su questo punto, lo vogliamo affermare con nettezza.

La mozione che SEL ha presentato nel Consiglio Comunale di Imperia fa parte di una iniziativa lanciata pubblicamente dal nostro partito e che si trova in sintonia con l’impegno del comitato referendario Imperiese (CIMAP) e di molti amministratori locali che stanno portando avanti nell’ A.A.T.O. idrico della Provincia di Imperia una battaglia per realizzare concretamente la volontà espressa dai cittadini Italiani e Imperiesi con il voto al referendum.

Tale voto sia per partecipazione che per risultati è stato inequivocabile e non può essere oggetto di interpretazioni in quanto i due quesiti hanno chiaramente definito che l’acqua deve essere un bene pubblico non sottoponibile, neanche nella gestione del servizio di distribuzione, a profitto. Solo attraverso la gestione pubblica del servizio di distribuzione (e quindi con soggetti giuridici non di diritto privato quali le spa) e con l’applicazione di tariffe parametrate alla copertura delle spese ordinarie di gestione e di copertura degli investimenti programmati (sistema di tariffazione che viene definito in sede di A.A.T.O. con l’adozione del “piano d’ambito”) si può dare effettiva sostanza alla volontà del risultato del referendum.

Su tale presupposto, (nonché sull’autorevole parere della Commissione Nazionale per la Vigilanza sulle Risorse Idriche per il quale gli affidamenti della gestione del servizio idrico a Società operati negli anni scorsi dai Comuni non sono legittimi) ed in condivisione con il Comitato referendario Imperiese CIMAP, SEL ha costruito la propria mozione che intende proporre in tutti i Comuni della provincia.

Al fine di condividere una iniziativa comune su un tema così rilevante prima di presentare tale mozione SEL ha ritenuto di avviare un confronto con tutte le forze del centrosinistra della provincia e con il comitato referendario organizzando un incontro a cui il PD non ha ritenuto di partecipare non fornendo in tal modo un proprio contributo nè esprimendo la propria posizione in merito.

La scelta del gruppo consiliare del PD del Comune di Imperia di astenersi sulla mozione presentata da SEL appariva preoccupante perché era basata su motivazioni apparse contraddittorie. Purtroppo l’intervento dal segretario Faraldi il quale interviene per difenderla in quanto coerente conseguenza della posizione del Partito Democratico, solleva ulteriori problemi in perchè svela l’assenza di una chiara posizione su un tema che vede invece in pieno svolgimento un forte impegno di molti amministratori della nostra provincia in sede di A.A.T.O..

Per ammissione del suo stesso segretario la proposta sulla gestione del servizio idrico provinciale del PD deve infatti essere ancora presentata, ma ci si deve domandare quale indirizzo possa avere dato che lo stesso partito non condivide la proposta avanzata nella mozione di SEL di prevedere un gestore interamente pubblico.

Chiediamo a questo punto al PD se sia intenzionato o meno a sostenere la fuoriuscita dalla gestione del servizio idrico delle società private che in questi anni hanno acquisito partecipazioni nelle società che gestiscono il servizio nella provincia di Imperia, e intenda o meno sostenere la nascita di un gestore interamente pubblico per la gestione del servizio a livello provinciale.

SEL è pronta ad affrontare pubblicamente con il PD, le altre forze del centrosinistra, gli amministratori locali impegnati nella battaglia per l’acqua pubblica ed i comitati referendari un confronto su tali temi in quanto convinto sostenitore della forza delle idee e del confronto, che si potranno anche definire polemicamente “fughe in avanti” ma sicuramente non “passi indietro” sul rispetto della volontà espressa dai cittadini che hanno massicciamente sostenuto i referendum.

IL COORDINATORE PROVINCIALE DI SEL IMPERIA
SARDI LUCIO

Genova per noi

Si è svolto ieri, ad Imperia, un incontro promosso dal coordinamento provinciale di Sinistra Ecologia Libertà al fine di condividere con le forze politiche del centro sinistra e con i comitati referendari la mozione riguardante la riorganizzazione del servizio idrico provinciale.

All’incontro hanno partecipato delegazioni di Rifondazione Comunista, dei Verdi e del CIMAP (coordinamento imperiese acqua pubblica), non hanno invece partecipato, seppur invitati, il Partito Democratico e l’Italia dei Valori. I presenti all’incontro hanno condiviso il percorso proposto dalla mozione e si sono detti disponibili a collaborare per aumentarne l’efficacia sostenendola nei consigli comunali già in programma e adoperandosi per aumentare il numero di consigli comunali coinvolti.

Si è sottolineato, in particolare, la necessità di avviare un percorso di riorganizzazione provinciale del servizio idrico che porti (come prevede la normativa) verso la creazione di un nuovo gestore unico provinciale che sostituisca le attuali società operanti sul territorio e che abbia carattere interamente pubblico nella forma di un’Azienda Speciale Consortile. Solo questa forma societaria garantisce, infatti, il carattere interamente pubblico della gestione dell’acqua, in conformità con i risultati del referendum anche nella nostra provincia.

La prima occasione in cui verrà discussa questa mozione è il Consiglio Comunale di Imperia di giovedì 1 marzo. Un momento che assume un significato particolare sia politico, in quanto si tratta del Comune Capoluogo, sia tecnico, in quanto la situazione dell’Amat (società a capitale misto pubblico/privato) è una delle più complicate nel quadro di una riorganizzazione complessiva del servizio.

Auspichiamo che, a partire da questa prima occasione fino a una discussione più ampia negli altri comuni e a carattere provinciale, altre forze politiche o singole personalità si uniscano a noi nel condividere questa mozione quale strumento concreto per una positiva riorganizzazione del servizio idrico, accogliendo così la volontà popolare. Infatti, come recitava uno degli slogan dei comitati promotori, “Si scrive acqua, si legge democrazia”.

Di seguito la prima reazione a caldo del nostro candidato alle primarie per la carica di sindaco di Ventimiglia, Roberto Cotta, in merito al provvedimento del Ministero dell’Interno che scioglie il consiglio comunale di Ventimiglia per infiltrazioni mafiose.

Le dichiarazioni di Roberto Cotta su SanremoNews

L’approssimarsi della scadenza elettorale delle elezioni amministrative della primavera 2012 avviene nella nostra provincia in un contesto di rilevante criticità e complessità del quadro politico e delle alleanze amministrative. Tale situazione deriva prima di tutto dalla crisi del centro destra provinciale indebolito sia dalle tensioni nei rapporti tra il PDL e la Lega, sia dai sospetti di complicità mafiose che hanno coinvolto l’amministrazione del Comune di Ventimiglia e Bordighera. Anche la recessione e il disastro occupazionale evidente nella provincia hanno la loro parte nella caduta di consenso del centrodestra.

In tale contesto SEL rileva come sia necessaria avviare da parte dei partiti e movimenti del centro sinistra una fase di costruzione di proposte politiche amministrative credibili in grado di offrire alla nostra provincia una vera alternativa al blocco di potere del centro destra. Tale azione deve partire evidenziando una volontà di netta discontinuità rispetto a quelle politiche, discontinuità che deve in primo luogo caratterizzarsi sul tema della democrazia e della legalità.

Per sconfiggere la logica dei potentati politici e del clientelismo elettorale risulta necessario restituire potere decisionale ai cittadini nella scelta dei candidati che non possono più essere scelti dalla ristretta cerchia delle segreterie politiche ma legittimati e sostenuti dal consenso e dalla partecipazione democratica la più ampia possibile. Per Sinistra Ecologia Libertà la scelta dei candidati sindaco attraverso il meccanismo delle primarie non rappresenta solo una modalità di selezione della migliore candidatura ma l’espressione concreta di un nuovo modo di rilanciare la partecipazione democratica e per costruire programmi alternativi ed innovativi.

In tale ottica Sinistra Ecologia Libertà ha offerto pubblicamente al centrosinistra ed alla città di Ventimiglia la candidatura a sindaco dell’avv. Roberto Cotta. Riteniamo che si tratti di una figura di prestigio, molto legata alla città di confine e soprattutto dotata delle necessarie caratteristiche di competenza e onestà per rompere ogni continuità con l’attuale esperienza amministrativa. Con la candidatura di Cotta alle primarie siamo convinti così di dare un impulso ed uno stimolo a tutte le forze del centrosinistra per definire in maniera chiara la fisionomia politica di un’alleanza da cui conseguano programmi e proposte da sottoporre al “popolo delle primarie”.

Forte di questa convinzione SEL sollecita tutte le forze del centro sinistra (Pd, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra, Partito socialista, Verdi ed associazioni e movimenti presenti sul territorio) ad avviare un confronto per definire i termini programmatici comuni per la costruzione di una alleanza di vera alternativa al centro destra, che possa, attraverso il meccanismo delle primarie, scegliere al proprio interno il candidato ed il programma amministrativo migliore.

Sul tema delle alleanze alle prossime amministrative, anche con forze di natura civica, SEL invita tutto il centro sinistra provinciale, ma in primo luogo il Partito Democratico, ad assumere scelte e posizioni chiare in merito alle modalità ed alla natura delle alleanze che intende perseguire. Sarebbe a nostro giudizio grave, e per noi inaccettabile, mettere in discussione i termini di una alleanza di centro sinistra, e conseguentemente il metodo delle primarie, per rincorrere alleanze con gruppi o singoli esponenti fuoriusciti dal centro destra in quanto in tal modo si metterebbe in discussione la costruzione di programmi e proposte innovative rispetto alle politiche sinora proposte dal centro destra.

Il primo punto programmatico comune che SEL intende sottoporre al tavolo del centro sinistra è quello di una decisa azione a contrasto dei fenomeni di infiltrazione affaristico-criminale che nella nostra provincia ha raggiunto livelli di estremo allarme, come rilevano le inchieste della magistratura e quelle giornalistiche e le analisi delle associazioni da sempre in prima linea nell’analisi e contrasto di tale fenomeno.

La politica, ed in primo luogo una coalizione di centro sinistra, deve su tale tema assumere una posizione di intransigenza prevedendo di adottare sin dalla scelta delle candidature e delle alleanze criteri trasparenti di selezione nonché l’impegno deciso ad adottare tutte le misure utili a contrastare i fenomeni di infiltrazioni criminale nelle istituzioni e nel tessuto economico della provincia. Sinistra Ecologia Libertà ritiene quindi necessario per sé e per i propri alleati, l’adozione del codice di autoregolamentazione dei partiti nella scelta dei candidati redatto dalla commissione parlamentare antimafia della precedente legislatura al fine di dare un segnale deciso su tale tema.

IL COORDINAMENTO PROVINCIALE DI SEL IMPERIA

Una grande partecipazione all’iniziativa svolta ieri “ConosciAMO il Parasio” organizzata dal circolo imperiese di Sinistra Ecologia Libertà. Numerosi cittadini imperiesi e turisti stranieri hanno compiuto un tour inedito nella splendida cornice offerta dal Parasio, tra le stradine e i palazzi storici, alla riscoperta del patrimonio artistico e culturale illustrato nel dettaglio durante la visita da Mikaela Gandolfo e Gabriella Badano. Lungo il percorso, i consiglieri comunali Nattero e Dal Mut, hanno mostrato i vari interventi previsti dall’Amministrazione nel progetto “Dal Parasio al Mare”, scatenando la viva partecipazione degli abitanti del posto, fortemente contrari. E, avendo constatato in loco l’impatto che questi interventi avrebbero, non possiamo che unirci agli abitanti nell’opporci alla loro realizzazione.

Scopo dell’iniziativa era, infatti, mettere in luce le potenzialità attrattive e le bellezze di questo splendido angolo di Imperia, nella convinzione che per valorizzarle al meglio è necessario un intervento curato e rispettoso del paesaggio, non opere inutili e grossolane.

Circolo Sinistra Ecologia Libertà Imperia

La straordinaria affluenza alle urne e la valanga di SI al referendum sono il segno che nel nostro Paese il vento è davvero cambiato. Dopo 16 anni è stato nuovamente raggiunto il quorum a un referendum, nonostante il totale oscurantismo mediatico e i tentativi di boicottaggio del Governo.

Il dato politico più importante che questa consultazione ci consegna è sicuramente la voglia di democrazia partecipata, che squarcia quella patina grigia di immobilità e rassegnazione civile che caratterizza la fine del ventennio berlusconiano. Gli italiani hanno detto chiaramente che sulle questioni nodali per il futuro del Paese vogliono decidere loro e che hanno le idee ben chiare: i Beni Comuni, tra cui l’acqua, non possono essere soggetti alle leggi del mercato; il futuro dell’energia deve puntare alle rinnovabili e non al nucleare; infine, che semplicemente la legge è uguale per tutti.

Un voto consapevole che è riuscito a imporre ai circuiti mediatici ufficiali la voglia di cambiamento che da tempo circola, ignorata, nel Paese. Le manifestazioni degli studenti dello scorso autunno, gli scioperi dei lavoratori e dei precari, la dignità in piazza delle donne, sono, assieme alla vittoria dei SI, un’unica voce che invoca il cambiamento verso un nuovo modello sociale e di sviluppo.

Sinistra Ecologia Libertà ha sostenuto fin dall’inizio questi referendum, convinti nel merito della loro valore, impegnandosi al massimo delle sue forze per la battaglia del quorum. Ma, è chiaro, questa non è una vittoria dei partiti. Hanno vinto in primo luogo la Politica, quella vera, e la partecipazione democratica, date ormai per scomparse da un establishment terribilmente distante dal Paese reale. E hanno vinto le migliaia di persone che hanno animato i comitati referendari, il popolo del web, un’esplosione di protagonismo civile che ha saputo imporre nell’agenda dei partiti e della politica nuove parole d’ordine: beni comuni, energie alternative, democrazia diretta.

I due quesiti sull’acqua bene comune, in particolare, sono il concretizzarsi di una battaglia che viene da lontano: passa per le rivolte contro la privatizzazione dell’acqua a Cochabamba in Bolivia nel 2000, per i movimenti di Genova2001, per i comitati che si sono formati in Italia e che hanno permesso,a partire dalla raccolta di un milione e mezzo di firme, di arrivare al questo grande risultato.

Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che con il loro lavoro hanno permesso, anche in provincia di Imperia, di raggiungere ampiamente il quorum, al comitato contro il nucleare a quello per l’acqua pubblica (CIMAP), per il loro contagiante entusiasmo e il loro importante esempio di cittadinanza attiva.

Mauro Servalli (coordinatore circolo Sinistra Ecologia Libertà Imperia)

Segnalo la partecipazione del coordinatore imperiese di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Servalli all’approfondimento di Imperia TV sui risultati delle recenti elezioni amministrative:

Confronto dopo i ballottaggi dei politici locali

LA CORTE DI CASSAZIONE HA BOCCIATO IL GOVERNO: IL REFERENDUM CONTRO IL NUCLEARE SI FARA’!

Oggi la Corte di Cassazione ha stabilito che il 12 e 13 giugno i cittadini potranno esprimersi al referendum anche sul quesito riguardante il ritorno del nucleare in Italia. Il becero tentativo del Governo di impedire agli italiani di potersi esprimere liberamente sul futuro energetico del nostro Paese è stato smascherato e bocciato; questa volta lo scippo di democrazia non è riuscito!

Mentre tutto il resto d’Europa, a cominciare dalla Germania, si attiva per smantellare le centrali nucleari, il Governo Italiano targato PDL-Lega vorrebbe farci credere che l’uranio è il futuro per la produzione di energia. Le vere energie del futuro sono invece quelle rinnovabili: l’acqua, il sole e il vento. Per questo è fondamentale che i cittadini abbiano la possibilità di esprimersi e impedire il ritorno del pericolo nucleare che, dopo il disastro di Fukushima, ha dimostrato di non essere per nulla sicuro.

Esorto quindi tutti i cittadini il 12 e 13 giugno ad andare a votare quattro SI ai referendum abrogativi: oltre al quesito sul nucleare, infatti, si vota contro la privatizzazione dell’acqua e contro il “legittimo impedimento”. Quattro SI per una nuova democrazia dal basso, per difendere i beni comuni e per un futuro rispettoso dell’ambiente.

Mauro Servalli (coordinatore circolo Sinistra Ecologia Libertà Imperia)

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