Il circolo di Sinistra Ecologia Libertà Imperia ringrazia i consiglieri Carla Nattero e Dario Dal Mut per il lavoro svolto con serietà, passione e competenza durante questa legislatura.
Le dimissioni di ieri sono state un ultimo atto di coerenza verso un percorso chiaro e trasparente e un coraggioso atto di responsabilità verso la città. L’opposizione di centrosinistra aveva, infatti, manifestato già da tempo l’intenzione di non votare la mozione di sfiducia presentata dal PDL per non avallare il loro tentativo di scaricare tutte le responsabilità sul primo cittadino e di dimettersi subito dopo, per terminare l’esperienza nel complesso fallimentare dell’Amministrazione. Non esistevano, infatti, le condizioni politiche per tenere in piedi un Sindaco senza maggioranza e non c’erano più atti amministrativi urgenti (una volta votata la delibera “salva Imperia”) che giustificassero la sua permanenza. L’accelerazione rispetto alle dimissione è unicamente dovuta all’atteggiamento di Paolo Strescino che, nella sua conferenza stampa di giovedì, ha dismesso i panni del Sindaco per assumere quelli dell’uomo politico, già proiettato nella futura campagna elettorale, facendo così venire meno il suo ruolo istituzionale.
La città, già pesantemente sconvolta dal caso-porto di cui è responsabile tutto il centrodestra imperiese alla guida della città negli ultimi tredici anni, non poteva sopportare oltre la situazione di totale paralisi che si era venuta a creare in seno al Comune e il continuo balletto mediatico di un Sindaco interessato solo a mantenere la poltrona per costruirsi un nuovo futuro politico.
Il gruppo consiliare “La Sinistra per Imperia” ha operato in questi anni con trasparenza e coerenza, in linea con le proprie idee e i programmi presentati alle elezioni e con il mandato assunto dagli elettori. E’ questa la strada migliore per arginare quel sentimento di antipolitica presente nel Paese, che si alimenta degli inciuci e degli accordi di palazzo, dei papocchi trasversali utili solo a preservare una classe politica. Gli stessi inciuci di palazzo che proponevano l’ex Sindaco Strescino e i suoi sodali, che oggi si fanno paladini proprio di questa antipolitica.
Il periodo di commissariamento rappresenterà una transizione necessaria, durante la quale si dovrà aprire una seria discussione a tutti i livelli sul futuro che si vuole per la nostra città. Imperia ha la possibilità di voltare veramente pagina, siamo convinti troverà la forza e la capacità per immaginare e costruire un’alternativa credibile.
Circolo Sinistra Ecologia Libertà Imperia
Comunicato stampa di Carla Nattero e Dario Dal Mut.
E’ stata una decisione difficile, ma inevitabile. Anche il giorno dopo ci sentiamo di confermare il giudizio espresso a caldo. Usare la “convergenza tecnica” con il PDL, richiesta dalla legge, per oscurare la fondatezza delle nostre motivazioni è di effetto giornalistico immediato ma distorce la realtà.
D’altra parte le reazioni alle nostre dimissioni dimostrano che il copione della risposta era già scritto. Il sindaco che nel giro di un attimo passa dal miele al fiele nei confronti della nostra opposizione, chiamandoci “comunisti”, il massimo dell’insulto per un fascista. Il gruppo di suoi consiglieri che scrivono subito che le nostre foto finiranno sui loro manifesti elettorali, a sostegno della loro tesi, cioè che “destra e sinistra sono uguali”.Le accuse di “politica stantia”da chi ha spiegato di aver nominato Di Marco alla presidenza dell’AST perché “glielo doveva”.
I commenti alle nostre dimissioni confermano che le parole di Strescino nella sua conferenza stampa di giovedì erano appunto un ulteriore rilancio,giocato tutto in funzione del dopo e della campagna elettorale. Una ennesima forzatura per andare alle elezioni del 2013, ponendosi in una condizione centrale, né di destra né di sinistra, sperando di raccogliere i voti degli imperiesi con un listone civico trasversale che strizza l’occhio all’antipolitica.
Questo disegno è del tutto legittimo, vedremo quanto consenso raccoglierà non su face book ma dai voti dei cittadini, ma egli non può pretendere che noi lo assecondiamo.
Noi abbiamo sempre avuto un’ altra posizione fin dall’inizio, quando abbiamo dato vita a una manifestazione alla vigilia di Pasqua per sostenere che il megascandalo del porto stava in capo alla responsabilità politica di tutto il centrodestra, Strescino compreso, e che perciò bisognava compiere un atto di rottura, mandare il sindaco a casa e ricominciare da capo.
Abbiamo sostenuto poi che eravamo disponibili, per responsabilità, ad approvare gli atti necessari per mettere in sicurezza il comune sulla questione porto. Dal consiglio sul porto del 12 aprile, subito dopo il quale il sindaco avrebbe dovuto dimettersi, è stato un continuo tira e molla, a cui abbiamo risposto in un comunicato di tutta l’opposizione una settimana fa con la conferma inequivocabile delle dimissioni. All’ultimo momento è stata affrontata la questione dei servizi scolastici e della refezione e anche su questo abbiamo cercato di dare un contributo. Poi per noi era davvero finita.
La conferenza stampa di giovedì è stata “la goccia che ha fatto traboccare il vaso” perché ci è apparsa un ennesimo,insostenibile tentativo di riaprire i giochi e cercare di guadagnare ancora qualche giorno.
Ciò non era possibile non soltanto per le ragioni politiche fin qui illustrate ma anche e soprattutto per motivazioni istituzionali. Senza maggioranza non si governa. In un mese e mezzo Strescino ha cercato una maggioranza alternativa e non l’ha trovata.
Giovedì doveva prenderne atto e dimettersi come aveva preannunciato. Il rapporto mediatico e la certezza del consenso non sostituiscono le regole democratiche. Infatti in comune è tutto fermo, perché non c’era maggioranza in consiglio.
E’ già scaduta l’approvazione del conto consuntivo e all’orizzonte preme un bilancio che è molto difficile fare quadrare e che è impossibile approvare senza una maggioranza politica coesa e convinta. Anche la stessa delibera di giunta sulla refezione, alla quale abbiamo cercato di contribuire per quanto possibile, permane ambigua e non scioglie il nodo gestionale, si limita ad aprire qualche maggiore spiraglio verso una soluzione pubblica. In realtà, dopo il caso a parte della delibera sul porto che noi abbiamo più di una volta pubblicamente apprezzato, non c’è stata nessuna rivoluzione nei fatti amministrativi concreti.
Per cambiare davvero occorre una svolta politica, battere la destra e il sistema di potere scajolano alle elezioni. E da oggi noi lavoriamo con i nostri partiti e nella città per costruire questa prospettiva politica. Restiamo convinti di quel che abbiamo detto da subito che “il commissario prefettizio non è una sciagura”e che questi mesi non saranno perduti per il governo della città e permetteranno nel contempo di costruire una convincente proposta politica al centrosinistra.
A chi teme che questa nostra scelta ci abbia indebolito per le elezioni future diciamo che la lotta al sistema di potere di Scajola si vince sul territorio e non solo a Palazzo e che il centrosinistra per dimostrare di essere in grado di governare non ha bisogno né dello sdoganamento di Strescino, che ha alle spalle conclamati esempi di cattiva amministrazione, né di un commissario prefettizio “dedicato”, come suggerisce un simpatico giornalista.
Ci bastano un programma di governo coraggioso, costruito con un rapporto costante e capillare con i cittadini, dei meccanismi di selezione democratica dei candidati a tutti i livelli, la generosità reciproca di presentarci uniti e rinnovati.
Venerdì 20 alle ore 21 si svolgerà l’assemblea del circolo SEL di Imperia. All’o.d.g.
- situazione politica comune imperia
- prossime iniziative del circolo
- varie ed eventuali
Sono passati alcuni giorni dalla manifestazione “Un altro porto è possibile.. se la città cambia!” e vorrei fare alcune considerazioni.
E’ stata una manifestazione sentita e partecipata, sicuramente al di sopra delle aspettative degli organizzatori. La tenacia con cui i soggetti promotori hanno voluto portare in mezzo alla città quella che rischiava di essere solamente una “crisi di palazzo” è stata sicuramente ripagata dalla larga partecipazione degli imperiesi. Non era infatti scontato, nello stato di confusione politica in cui versa la città e in una giornata difficile come la vigilia di Pasqua (in cui molti imperiesi erano già in vacanza), portare in piazza più di 400 persone. Al di là delle improvvide dichiarazioni di un’esponente locale di FLI (evidentemente maldestramente istruito dai suoi referenti in Comune), essere riusciti a portare in piazza un numero maggiore di persone di quanto non fecero il PDL e Scajola circa un anno fa (e senza pullman pagati dal partito!) è un risultato politico che resta sotto gli occhi di tutti. La città ha cominciato ad alzare la testa e la voglia di cambiamento che si respirava darà sicuramente maggiore forza all’azione di chi, a partire dl Consiglio Comunale, è chiamato ad assumersi quotidianamente importanti responsabilità.
La seconda considerazione riguarda il PD, che ufficialmente non ha aderito alla mobilitazione. Non è però vero, come scritto dai giornali in questi giorni, che l’unico a partecipare di quel partito sia stato il consigliere Giorgio Montanari: in piazza c’erano esponenti dei Giovani Democratici, tanti iscritti (anche importanti dirigenti del passato recente..) e molti elettori del PD. Segno, questo, che la partecipazione al corteo è stata ben al di là dei rigidi steccati della sinistra come dipinto dai commentatori. Forse il PD ha avuto timore di farsi immortalare in una foto troppo “di sinistra”, nonostante sui temi del porto sia sempre stato tra i più critici e i più attivi; la sua base, però, non ha capito questi distinguo. Sabato è scesa in piazza una parte larga e eterogenea della città, diversa al suo interno ma unita nella voglia di reagire all’arroganza di un sistema di potere asfissiante che da anni governa la nostra provincia. Un “popolo” vasto e unitario che supera le appartenenze di partito, che non capisce i politicismi, ma che ha capito che è arrivato il momento per costruire e realizzare una vera alternativa politica e sociale anche a Imperia e di mandare a casa una classe dirigente interamente colpevole.
Adesso sta a noi, ai partiti, la responsabilità di ascoltare quella piazza e di lavorare, con coraggio e umiltà, per dare uno sbocco politico a questa voglia di cambiamento e di aria nuova. Il mio auspicio è che nei prossimi giorni le forze del centro-sinistra sapranno, una volta approvata la delibera per la messa in sicurezza del Comune, trovare strategie condivise per mettere fine alla tragica esperienza dell’amministrazione Strescino e costruire assieme un’alternativa per il governo della città.
Mauro Servalli (coordinatore circolo SEL Imperia)
COMUNICATO STAMPA.
Il circolo imperiese di Sinistra Ecologia Libertà e il gruppo consiliare la Sinistra per Imperia, anche a seguito del comunicato odierno del Partito Democratico che considera “conclusa l’esperienza dell’amministrazione Strescino”, si stanno facendo in queste ore promotori di un incontro tra i partiti e i gruppi consiliari del centro-sinistra da tenersi prima del Consiglio Comunale del 12 aprile. Tale incontro (tra SEL, PD, Rifondazione Comunista e Liste Civica “Con Imperia”) servirà per individuare una strategia comune in vista del Consiglio Comunale e per valutare, una volta approvata la delibera per la messa in sicurezza del Comune, come procedere per fare terminare definitivamente l’esperienza dell’Amministrazione Strescino.
Coordinamento circolo SEL Imperia
Gruppo consiliare La Sinistra per Imperia
Dichiarano Carla Nattero e Dario Dal Mut di SEL:
“ Ha sbagliato il Sindaco a presentare la giunta prima del Consiglio del 12 aprile. Perché inevitabilmente la sua scelta dà alla votazione sulla delibera relativa al porto non solo il valore istituzionale da noi riconosciuto ma anche il significato politico di approvazione della giunta da lui varata.
Una giunta formata da persone rispettabili ma non certo di competenza tecnica tale da dare un apporto straordinario e dal profilo politico, al di là delle tessere di partito, marcatamente monocolore, del tutto conforme a quello di Strescino.
Grazie a questa decisione i consiglieri il 12 aprile si troveranno loro malgrado, nel momento in cui approvano la delibera che definisce gli atti necessari a difendere gli interessi pubblici sul porto, a dare contemporaneamente il via libera a una seconda Amministrazione Strescino.
Noi in Consiglio chiariremo bene la situazione, spiegheremo il significato del nostro voto e diremo che non ci sono i margini per qualche mese di ordinaria amministrazione, che non siamo disponibili a dare il nostro appoggio per nessun atto che non sia relativo al porto. Chiederemo al Sindaco una road- map, dettagliata -nei tempi e nei contenuti- sugli atti nel breve a suo parere ancora necessari, oltre a quelli già avviati in questi giorni, per mettere un punto alla questione porto.
Dal giorno dopo il 12 aprile quindi ci rivolgeremo alle altre forze di opposizione per avviare un’azione comune in Consiglio per chiudere la legislatura.”



